Chiusura prefettura di Enna. Regalbuto: ” E’ l’ennesima mortificazione del territorio grazie a Pd ed Ncd”

Chiusura prefettura di Enna. Regalbuto: ” E’ l’ennesima mortificazione del territorio grazie a Pd ed Ncd”

Togliere la prefettura e diversi altri punti di riferimento significa mortificare e umiliare un territorio togliendo la storia, la cultura, le origini e l’orgoglio di appartenenza. Questo in sintesi l’intervento che l’ex consigliere provinciale Giuseppe Regalbuto sul taglio delle prefetture voluto dal governo nazionale Renzi che passano da 103 a 80 unità. In Sicilia viene depennata solo la prefettura di Enna che sarà accorpata con Caltanissetta. “Va condannato fortemente questo ultimo scippo al territorio – afferma Regalbuto – ma anche va dato nome e cognome a chi continua a calpestare i diritti della gente e di una intera provincia: sono il partito del Pd e Ncd che da tre anni a questa parte ci hanno abituato a varie mortificazioni ai servizi per la gente, vedi il tribunale di Nicosia e i vari presidi dei giudici di Pace”. Ma la critica dal governo nazionale si estende anche a quello regionale e si comprende come le figure politiche dell’ennese sarebbero coinvolte a questo fallimento. Va condannato anche il governo regionale che da diversi  anni mortifica e umilia il nostro territorio e tutte le e altre provincie che con un colpo di spugna ha tolto la storia, la cultura, le origini e anche Regalbuto da un nome e cognome. “ Per la soppressione delle province – continua Regalbuto – chi ha mortificato il territorio sono il Pd e il M5S. Un governo regionale che ha commissariato la camera di Commercio, tolte e accorpato le Asi industriali, ma in modo particolare chiuso ospedali, che non pensa ai precari di tutte le fasce e categorie, agli ex Rmi”. La critica si estende anche al problema dei forestali che ancora non hanno iniziato i 78 giorni previsti e i forestali antincendio.  “ Oggi esiste il serio pericolo – conclude Regalbuto – di perdere anche i comandi provinciali dei carabinieri, finanza e questura. Tutti i deputati nazionali, regionali, segreterie politiche e sindaci che appoggiano questo governo nazionale e della regione Siciliana non possono dare solidarietà se sono i primi a votare o sostenere queste riforme che mortificano il territorio, umiliano enti come la prefettura e diversi altri presidi”. E’ quindi una ferma condanna a tutti quei politici che si nascondono dietro la solidarietà ma soggetti al richiamo della “padrona” poltrona.

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