Tre ex consiglieri della provincia criticano la mancata gestione dell’ente

Tre ex consiglieri della provincia criticano la mancata gestione dell’ente

Tre ex consiglieri provinciali, il barrese Giuseppe Regalbuto, l’agirino Sebastiano nicastro e lo xibetano Salvatore Cacciato hanno diffidato il commissario straordinario della provincia. Il motivo è la ferma gestione in tutti i settori a partire delle strade, acqua, rifiuti, istruzione e lavoro da parte della provincia tanto che i tre ex consiglieri provinciali hanno protocollato presso l’ente una lettera di diffida al commissario della provincia Antonio Parrinello, ma anche ad altre figure come il direttore generale, il dirigente del settore finanziario e del settore patrimonio. “Ancora oggi i beni comuni fondamentali per una società civile – affermano i tre ex consiglieri – sono depauperati e la loro acquisizione da parte dei cittadini è diventata un lusso che non tutti si possono permettere. Oggi chi scrive vuole riportare alla ribalta una delle tante problematiche rimaste senza riscontro a seguito della forsennata decisione di abolire le province regionali siciliane senza prima avere chiaro l’impostazione del post-provincia”. Tra le motivazioni della diffida c’è un mancato contratto di affitto tra l’ente e la Kore di Enna, un problema che persiste da quando alle province sono stati sostituiti i commissari. Infatti la provincia per un anno e mezzo è stata retta da Salvatore Caccamo per poi passare il testimone ad Antonio Parrinello, esperto della macchina amministrativa regionale. Nelle ultime riunioni consiliari avevano trattato mozioni riguardo i locali in uso all’università Kore di Enna privi di un contratto d’affitto, e quindi senza alcun canone, e con imposte a carico della provincia per circa 100 mila euro all’anno. Il problema era stato messo in risalto a seguito delle esose tasse universitarie pagate dagli studenti e senza alcuna agevolazione agli stessi, o quanto meno  ai residenti nella provincia”. Già con atti di giunta e di indirizzo del consiglio provinciale, secondo Regalbuto, Cacciato e Nicastro, e con il supporto degli uffici si era stabilito che l’università Kore  doveva pagare un canone di affitto annuo di euro 1 milione e 200mila euro quantificato da accertamenti effettuati presso l’agenzia del territorio. “ Denunciamo lo stato d’incertezza sul futuro giuridico ed economico dell’ente – continuano i tre ex consiglieri provinciali – dettato da uno stato di confusione creato dalla legge 8/2014 sulla eventuale soppressione delle province regionali siciliane e che i tagli dei trasferimenti selvaggi effettuati da questo fallimentare governo regionale comprometteranno in modo irreversibile il futuro dei dipendenti in particolar modo quelli con il contratto a tempo determinato”. Regalbuto, inoltre denuncia il fatto che l’Univeristà Kore è la più cara della Sicilia e che il mancato pagamento del canone di affitto da parte dell’università produce un gravissimo danno erariale all’ente.

 

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