Grido di protesta sull’IMU Agricola

Grido di protesta sull’IMU Agricola

In Consiglio delegazione dei Forconi e amministratori di Valguarnera, Mazzarino e Delia

BARRAFRANCA. «Tre su sei milioni di siciliani presenti nell’isola secondo il governo nazionale deve pagare l’imu agricola. Noi siamo obbligati a metterci la faccia per di- reno ad un tassa che ci penalizzae non farci rottamare perché la dignità di un agricoltore non si tocca. E spero che i sindaci, datoche è l’unica via percorribile, ci diano la mano». A Barrafranca si è riunito un consiglio comunale in cui è prevalso un grido di protesta verso il governo nazionale, il quale con due decreti a distanza di pochi mesi ha «delegato» i comuni come «esattori» per riscuotere la tassa dell’Imu sui terreni. Tra i rappresentanti dei comuni, dove il sindaco barrese Salvatore Lupa ha fatto gli onoridi casa, c’erano il sindaco diValguarnera, Sebo Leanza, e poi il vicesindaco di Mazzarino, Christian Spalletta, il vicesindaco di Della, Antonio Gallo. Tra i forconi siciliani presenti il leader Mariano Ferro, poi Giuseppe Scarlata, Carlo Siena di Catania, PieLEONFORTE,
tra Ballaera di Ragusa, Salvatore Messina di Enna.
Mostrata una certa rabbia da parte del pubblico (numeroso per l’occasione con agricoltori arrivati dai comuni vicini ma anche dal Ragusano e dal Nisseno) per l’assenza dei deputati regionali invitati per l’occasione, Li seduta si è aperta con l’introduzione del presidente del consiglio e i saluti del sindaco Lupo a tutti gli intervenuti reputando «l’Imu agricola come un sovraccarico di tasse a un settore che vive in profonda crisi in un momento in cui si dovrebbe dare respiro alle aziende per l’Expò di Milano». Una delle vie percorribili per dire «no all’Imu sui terreni » oltre al coinvolgimento dei sindaci dell’ennese ma anche di tutte le province dell’isola è il rapporto di sinergia con l’Anci Sicilia, associazione dei comuni siciliani. «Cari sindaci qualcosa si deve mettere in moto in quanto interi territori sono abbandonati – continua Maria-
no Ferro – e deve essere lo Stato a porre i freni per difendere il Made in ltaly perché ad oggi non vi è una sola legge che lo difende». Infatti si è parlato di vari prodotti che vengono dal nord Africa (olio, frumento, olive) che a basso costo a volte «vengono scambiati» come prodotti siciliani.
«L’imu presenta non solo un profilo di incostituzionalità – ribadisce Sebo Leanza, sindaco di Valguarnera – ma anche di iniquità sociale. Il governo nazionale che ha preso le somme dai comuni anticipatamente non reinvestirà le somme in agricoltura e per questo vivremo un continuo disagio. Invito l’Anci Sicilia a spendersi per i comuni». Dopo i vari interventi anche i consiglieri comunali, Lo Monaco, Ferrigno, Vetriolo e Cumia hanno concordato che l’imu agricola è un balzello iniquo attendendo la pronuncia del Tar per sabato 28 febbraio proprio sull’Imu agricola.
RENATO PINNISI

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