PIETRAPERZIA. Tanta emozione nella chiesa “Madonna delle Grazie”. “Facciamo il bene oggi e non domani”

 

PIETRAPERZIA. Tale sentimento e stato d’animo alla messa per il commiato del parroco don Angelo Ventura. Il tempio affollato all’inverosimile. La frase pronunciata da padre Angelo ad apertura delle celebrazione eucaristica. Lui viene trasferito in un altro paese. Ed ha continuato: “Questa celebrazione per ringraziare il Signore e radunarci attorno alla dolce Mensa Eucaristica. Preghiamo il Signore perché faccia nascere vocazioni sacerdotali”. Don Angelo ha poi detto che  non ha mai voluto attenzioni su di sé “per dare spazio agli altri. Quando si parla di sé, viene difficile metabolizzare”. Don Angelo era arrivato alla “Madonna delle Grazie” un anno e mezzo fa. La messa vespertina di ieri, domenica 8 luglio, concelebrata nella stessa chiesa  da padre Angelo oltre che da don Giovanni Messina e don Pino Carà. La sua emozione manifestata fin dall’inizio della celebrazione eucaristica. In chiesa la confraternita “Maria Santissima del Rosario” – Governatore Enzo Taibi – di recente formazione. C’era pure Filippo Rizzo, Governatore della confraternita “Preziosissimo Sangue di Cristo”. Durante la messa, ricordato don Giuseppe Siciliano, primo parroco della “Madonna delle Grazie”, morto l’otto aprile 2010. La parrocchia omonima era stata istituita l’undici febbraio 1962. Molto corposa l’omelia di padre Angelo. “Noi siamo la sonorità della parola di Dio. Ogni realtà va contestualizzata e diventa un faro per la città”. “La realtà che ci ha visti protagonisti in un anno e mezzo, ci vuole dire di cercare di comprendere quello che il Signore vuole da noi”. “Sono contento di andarmene – ha continuato padre Angelo – ma soddisfatto perché ho fatto quello che potevo fare”. “La vita non è un gioco – ha continuato don Angelo Ventura – non è uno scherzo; è una sola e va vissuta in Cristo che ci dà la possibilità di salvarci”. E ha concluso: “Voi pregate per me perché io faccia carriera nella strada verso la santità. Fervidi auguri perché ognuno possa realizzare desideri e propositi del proprio cuore”. Scroscianti applausi al termine del suo intervento. Talora si fermava perché profondamente emozionato. Al termine della celebrazione, l’insegnante Matilde Puzzo ha letto, a nome dei parrocchiani, la poesia da lei composta e intitolata “Da parroco a missionario”. A conclusione di tutto, un rinfresco con prodotti genuini preparati dai parrocchiani. Anche sulla torta la foto di don Angelo e la scritta “da Parroco a Missionario”.   Gaetano Milino

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