Pietraperzia. Silenzio e raccoglimento alla marcia per il piccolo Salvatore Termine

Palloncini bianchi liberati verso il cielo all’arrivo nello spiazzale della chiesa madre Santa Maria Maggiore. Tra le numerose persone alla marcia, anche il sindaco Antonio Bevilacqua con la fascia tricolore. C’erano pure gli assessori comunali Laura Corvo, Chiara Stuppia e Michele Laplaca. Il servizio d’ordine regolato dai carabinieri e dalla polizia municipale. Il corteo è partito da piazza Vittorio Emanuele alle 18,30 in punto. In prima fila William Termine e Graziella Viola, genitori del piccolo Salvatore. Sorreggevano, insieme ad altri volontari in maglietta bianca come loro, un grande cartello con la scritta a caratteri cubitali “Ciao piccolo Angelo”. A sinistra una foto del piccolo con la scritta Salvatore. Diversi familiari, parenti e conoscenti indossavano magliette bianche con varie scritte. In una maglietta si leggeva: “Fa male, sai? Vorrei dirti addio una volta per tutte, lasciarti andare, lasciare andare il tuo ricordo, il tuo viso, la tua voce… vorrei riuscirci davvero. Ci provo, ci provo con tutto me stesso, ma è inutile, tu sei in tutte le cose che faccio, che vedo, che dico, che penso, che ricordo”. Un altro messaggio: “Se avessi potuto fermare il tempo, avrei fermato tutti i momenti che insieme a te mi hanno vista felice”. In prima fila c’erano anche dei bambini che portavano un cartellone bianco con numerosi cuoricini rosi e diversi messaggi. Nello stesso cartello i nomi di Filippo, Emily, Bryan, Alex, Giulia, Salvatore, Danilo, Mattia, Angelo, Daniel, Salvatore, Gaia, Denise. Molto significativo un altro messaggio scritto su un’altra maglietta bianca: “Il mio più grande desiderio è venire lassù a riprenderti. Anche a costo di parlare con Dio gridandogli: ‘Serve più a me che a te”. Arrivati nello spiazzale della matrice, una preghiera ed un ricordo per Salvatore a cura di don Osvaldo Brugnone, parroco della chiesa Madre. Subito dopo, uno scrosciante applauso al volo dei palloncini bianchi verso il cielo. La messa vespertina celebrata dallo stesso parroco. Don Osvaldo, all’omelia, ha detto: “”In questi ultimi tempi a Pietraperzia stanno succedendo eventi di lutto, sofferenze e morte. È come se fossimo davanti alla Croce. Gesù non è rimasto appeso alla croce ma Dio lo ha ascoltato”. E ha concluso: “Gesù ci rivolge due parole nel nostro lutto e nella nostra sofferenza: ‘pace a voi. Ricevete lo Spirito Santo’. Gesù mostra a noi le sue piaghe e le sue ferite e noi mostriamo le nostre perché Lui ci guarisce dalle nostre sofferenze. Il crocifisso illumini la famiglia del caro piccolo Salvatore perché, attingendo a questa luce, guardino realtà del morire e della resurrezione”. Gaetano Milino

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