Pietraperzia. Un colpo di lupara ad una finestra della casa canonica dove ospita venti immigrati

Se nella traiettoria durante il colpo si fosse trovato qualcuno dall'altra parte sarebbe stato fatale. Intanto stasera alle 19 verrà celebrata una messa con il vescovo

Il gravissimo episodio si è verificato stanotte verso l’una e mezza. La struttura ospita, da giovedì della settimana scorsa, 20 immigrati di colore. La casa canonica si trova in via Barone Tortorici a pochi passi dalla matrice. La struttura si affaccia pure nella retrostante via San Giuseppe. Le finestre che si aprono in tale strada sono protette da inferriate a rombi e, subito dopo, un vetro. La fucilata, una sola ma con proiettili a pallettoni, ha provocato un grosso foro al vetro della finestra della stessa via San Giuseppe. Se nella traiettoria si fosse trovato qualcuno ci sarebbe scappato il morto. Sul posto sono immediatamente arrivati i carabinieri della stazione di viale Don Bosco di Pietraperzia oltre ad una volante della polizia di Stato di Enna ed uomini della mobile del capoluogo e del commissariato della Polizia di Stato di Piazza Armerina. In via Barone Tortorici sono arrivati anche militari dell’Arma da Enna e da Piazza Armerina. Alla casa canonica anche il sindaco Antonio Bevilacqua, la sua vice Laura Corvo e gli assessori Chiara Stuppia e Michele Laplaca. C’era pure Sebastiano Salerno, ex vicesindaco di Pietraperzia. In seguito al gravissimo fatto delinquenziale, alla Prefettura di Enna è stato convocato il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza presieduto dal prefetto Maria Rita Leonardi. Tra i presenti, il sindaco di Pietraperzia Antonio Bevilacqua. Dall’incontro è venuta fuori la decisione del rafforzamento degli organi di polizia e carabinieri. Il grave episodio ha lasciato in paese stupore ma anche rabbia per il vile atto. Intanto per tutta la giornata di oggi davanti alla casa canonica hanno stazionato uomini della polizia di Stato e di carabinieri. Sono state intanto annullate alcune riunioni sulla questione immigrati previste per oggi pomeriggio. Stasera alle 19, verrà celebrata una messa alla matrice. A presiederla il vescovo della diocesi di Piazza Armerina monsignor Rosario Gisana. A concelebrare ci sarà il clero di Pietraperzia. Numerose le dichiarazioni di sdegno e condanna. Agostino Sella, presidente della associazione “Don Bosco” che gestisce, allo stato attuale, la struttura, dichiara: “Si tratta di un gesto molto vile contro dei ragazzi che hanno già grandi difficoltà”. “I ragazzi sono sbigottiti per il colpo di lupara sparato in piena notte. Noi, tuttavia, non ci lasciamo intimidire e continueremo a fare il nostro lavoro di accoglienza”. E conclude: “Pietraperzia si è dimostrata una città molto accogliente e non riusciamo assolutamente a comprendere il senso di tale ignobile gesto”. Don Giovanni Bongiovanni, parroco di Santa Maria di Gesù: “Siamo profondamente dispiaciuti per la reazione negativa all’accoglienza di questi giovani terzomondiali. Come uomini e come cristiani sentiamo il dovere di accoglierli, sostenerli e aiutarli”. Don Osvaldo Brugnone, parroco della matrice e vicario foraneo di Pietraperzia, afferma: “Condanniamo vivamente il vile gesto di stanotte nei confronti dei ragazzi”. “Come chiesa – continua don Osvaldo – siamo pronti all’accoglienza. I sacerdoti faranno di tutto per farli sentire a casa propria e inseriti nel territorio di Pietraperzia”. Molto forte e dura la dichiarazione del sindaco di Pietraperzia Antonio Bevilacqua: “È un atto gravissimo che ha messo a repentaglio la vita di questi ragazzi appena arrivati a Pi9etraperzia”. “L’unica loro colpa – ha continuato Bevilacqua – è quella di avere la pelle più scura di noi autoctoni. Per qualcuno, purtroppo, l’essere italiano piuttosto che nigeriano o di altri Paesi simili rappresenta il discrimine per decidere se una persona deve vivere o morire”. “Questo è razzismo della peggiore specie”, continua il sindaco Antonio Bevilacqua. E aggiunge: “Pietraperzia e i pietrini devono decidere da che parte stare, se stanno dalla parte dei delinquenti pietrini e possono continuare a fare finta che il problema sollevato dall’arrivo di questi ragazzi sia economico od altre stupide giustificazioni”. Il sindaco di Pietraperzia Antonio Bevilacqua continua: “Se stanno, invece, dalla parte degli innocenti stranieri hanno il dovere di dimostrare con i fatti che a Pietraperzia non ci sono solo criminali razzisti”. E aggiunge: “Nel comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza si è fatto il punto sul gravissimo episodio di Pietraperzia e si è assicurato il massimo spiegamento di forze per trovare il o i colpevoli”. “Si è affrontato – conclude il sindaco di Pietraperzia Antonio Bevilacqua – anche il problema di eventuali gruppi di facinorosi e si è chiesta la massima attenzione affinché non si verifichino altri episodi di simile gravità”. GAETANO MILINO



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