Festa delle Forze Armate: il comune ricorda il soldato Luigi Iraci disperso in Russia

Durante la cerimonia con un corteo, la funzione religiosa officiata in chiesa Madre da don Lino Giuliana e la posa della ghirlanda al monumento dei caduti in piazza Regina Margherita, il primo cittadino Accardi alla presenza di associazioni locali e combattentistiche ha ricordato anche il militare barrese disperso Luigi Iraci, dove il sindaco ha consegnato ai familiari il piastrino di riconoscimento appeso al collo e trovato in Russia.

Ecco l’intervento del sindaco Accardi.

“Voglio rivolgere, innanzitutto, un cordiale saluto ai rappresentanti delle associazioni dei combattenti e reduci, alle associazioni d’arma, alle autorità militari, religiose e civili, agli insegnanti ed, in particolare, a voi ragazzi presenti in rappresentanza delle scuole.

Oggi, se pur con qualche giorno di ritardo, fortemente voluto affinché fosse possibile la presenza, a questa semplice ma importante manifestazione, di Voi ragazzi  ai quali  affidare la memoria di ciò che rappresenta questo importante momento, celebriamo la giornata dedicata all’Unità nazionale e alle Forze armate.

E’ passato quasi un secolo dalla  fine del Primo Conflitto Mondiale che si concluse con la firma  il 3 novembre 1918 a Villa Giusti a Padova, dell’Armistizio, entrato in vigore il giorno successivo. La celebrazione del 4 novembre fu istituita già  l’anno successivo e da allora non ha perduto il significato e il valore che rappresenta. Ed è in questo giorno che ricordiamo i Nostri Caduti i cui nomi sono impressi in questo monumento e a loro va la nostra più profonda gratitudine nella consapevolezza che il sacrificio delle loro vite contribuì alla costruzione dell’unità nazionale e al progresso dell’Italia. E’ doveroso, inoltre, ricordare le vittime civili e militari di tutte le guerre affinché quanto accaduto allora e l’immane tragedia del secondo conflitto mondiale, ci portino alla conclusione che la guerra, qualsiasi guerra, è un’esperienza da non ripetere. Sono ormai passati tanti anni e hanno trasformato questi fatti in pagine di storia da raccontare ma questo non ci deve far abbassare la guardia, perché quello che ci mostra l’informazione sulla politica internazionale del nostro tempo ci fa capire come violenza e sopraffazione possono tornare e come ha scritto il Cardinale Carlo Maria Martini:

“La pace va costruita e sostenuta con iniziative giorno dopo giorno, basta un soffio di vento per distruggerla”.

Ricordiamo che La nostra Costituzione ripudia la guerra come strumento per  risolvere le controversie internazionali e  come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli.

E con questo mandato costituzionale che le nostre Forze Armate, che ringraziamo con affetto e riconoscenza perché con grande professionalità e generosità onorando la nostra Patria e la nostra Bandiera, difendono la pace, la libertà, la giustizia  e  i diritti fondamentali della persona. Un impegno che svolgono con dedizione in Italia ma anche nelle numerose missioni all’estero nelle quali dimostrano alta professionalità e non comuni capacità di dialogo con le popolazioni locali assieme ad una profonda umanità.

Anche queste missioni hanno purtroppo avuto i loro caduti e noi abbiamo il dovere di ricordarli.  Non possiamo dimenticare, in questo mese di novembre, l’orribile strage di Nassiriya nell’Iraq meridionale, era il 12 novembre 2003, persero la vita 17 militari, 2 civili italiani oltre a 9 civili iracheni. Anche loro sacrificarono le Loro Vite per portare pace e giustizia.

Ciò non di meno, non va dimenticato il grande lavoro svolto dalle Forze Armate in occasione delle emergenze e delle calamità che hanno colpito il nostro Paese. Momenti difficili nei quali però emerge la grande preparazione umana e professionale dei nostri militari.

infine, consentitemi da siciliano, un’ultima riflessione sul Valore di Unità Nazionale in un momento storico in cui emergono idee di revisionismo della nostra storia e legittime aspirazioni di una compiuta attuazione delle prerogative speciali della Regione Siciliana, sicuramente condivisibili ma che devono, tassativamente, coniugarsi con l’Unità Nazionale garanzia di stabilità, giustizia, difesa dei diritti e sviluppo sociale ed economico di tutte le genti di lingua e cultura italiana.

Abbiamo una grande responsabilità, perché il futuro del Nostro Paese dipende innanzitutto tutto dal nostro agire quotidiano e tutti, nessuno escluso, devono mettere al centro il bene comune. Troppo, troppo spesso assistiamo ad uno scarico di responsabilità, che sono sempre di altri ed altrove,  atteggiamento non solo poco utile ma che offende chi rispetta le regole e si impegna ogni giorno per una società migliore di quella che ha trovato. Queste commemorazioni siano il monito che il modo migliore per ricordare degnamente i nostri caduti è impegnarsi in prima persona, ogni giorno, nel nome, sicuramente, dei diritti  ma anche e soprattutto dei doveri di ognuno di noi. Solo così questa Italia sarà davvero l’Italia di tutti. VIVA LE FORZE ARMATE, VIVA LA REPUBBLICA, VIVA L’ITALIA!

Le ombre lunghe della 2° guerra mondiale arrivano oggi 9 novembre 2017 a lambire il territorio della nostra cittadina.  Un figlio di questa terra partito in giovane età, per difendere la patria, non è più tornato.

Il soldato IRACI Luigi fu Giuseppe e fu Verdura Rosa, è nato a Villarosa il 27/11/1919 da genitori Barresi. Terzo di quattro figli, celibe, di origine contadina, viene chiamato alle Armi il 05 maggio 1939 per istruzione presso il 41 Reggimento Fanteria. Dopo avere frequentato il corso per aiutante di sanità al Comando dell’Ospedale Militare di Torino, viene inviato in territorio dichiarato in stato di Guerra in Russia con il Corpo di spedizione Italiano, ove giunge in data  2 luglio 1940. Partecipa a numerosi combattimenti e il 20 gennaio 1943, viene dichiarato disperso sul fronte russo durante il ripiegamento dal Don.

In sostanza di Luigi non si hanno più notizie. Alla fine della guerra, Mamma Rosa e papà Giuseppe ed i suoi familiari aspettavano con ansia il suo ritorno. Ritorno che mai avvenne. La Mamma, signora VERDURA Rosa, fino alla sua morte aspettava sempre il ritorno del figlio. Luigi era un bravissimo ragazzo, si dedicava al lavoro dei campi ed appena ventenne venne chiamato a difendere la Patria.

Nella primavera di quest’anno,  il Presidente dell’Associazione Alpini del Gruppo di Abbiategrasso, Prof. Antonio Respighi, inviava al Sindaco di Barrafranca una lettera nella quale faceva presente che in occasione di un viaggio in Russia, durante la visita nella regione di Tambov, a sud-est di Mosca, un abitante di quella località gli affidava alcuni piastrini di riconoscimento appartenuti ai nostri soldati allo scopo di riportarli in Italia. Secondo fonti del Ministero della Difesa, nel 1943, in quel campo morirono circa 5 mila Soldati Italiani. Fra i vari piastrini uno era quello del Soldato Iraci Luigi di Giuseppe e di Verdura Rosa, classe 1919 da Barrafranca.

Oggi Luigi è presente idealmente assieme a noi, consegnando il piastrino di riconoscimento ai suoi familiari. A lui e a tanti altri con l’estremo sacrificio della morte va la nostra gratitudine  ma anche a tutti i costruttori di Pace che quotidianamente si sacrificano per la Pace nel Mondo affinché come ci ha ricordato Giovanni Paolo 2°, “non vi sia mai più la guerra, avventura senza ritorno, spirale di lutti e di dolore”.

Tanto sangue è stato versato per il bene più grande che un popolo possa desiderare: la Libertà.

Ai più giovani si vuole ricordare che questo prezioso bene non è immutabile e certo, ma subisce continui attacchi da molti fronti ed è compito di ognuno di noi difenderlo con convinzione ogni giorno, traendo dal passato utili insegnamenti per i nostri comportamenti e le nostre scelte. Il grande debito che abbiamo nei confronti dei nostri Caduti, quindi, è quello di averci regalato con il sacrificio della vita, un mondo migliore, dove la libertà e la democrazia sono un bene comune a tutti noi.

Il ricordo di questi uomini ci dà, ancora oggi, la forza necessaria per affrontare i problemi del tempo presente con vero spirito unitario e con quello stesso amor di patria che spinse i nostri nonni ed i nostri padri a mettere in gioco la propria vita.

E’ con profondo rispetto, quindi, che rendiamo onore alla memoria di Luigi IRACI, convinti che  abbia contribuito alla causa della libertà e della democrazia.

Se oggi respiriamo profumo di pace, se oggi  assaporiamo il gusto della libertà e del benessere comune, dobbiamo inchinarci davanti alla memoria di quest’uomo che ha dato la sua vita e sacrificato i suoi più cari affetti per dare all’Italia questa grande democrazia.

Credo che questa solenne cerimonia di consegna del piastrino di riconoscimento di Luigi IRACI ai suoi familiari,  possa essere davvero un’occasione, per tutta la nostra comunità, di crescita, affinché il ricordo del sacrificio dei caduti diventi una speranza per un futuro di pace per noi, per i nostri figli e per tutti i popoli che ancora soffrono per la mancanza di libertà e di democrazia.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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