Pietraperzia. Al processo per mafia, il comune di costituisce Parte Civile

Pietraperzia. Al processo per mafia, il comune di costituisce Parte Civile

Le motivazioni in un'apposita delibera di giunta

Nel processo per mafia con imputati alcuni pietrini, il Comune si è costituito Parte Civile. La decisione è stata formalizzata con delibera di giunta. Nello stesso atto sono spiegati i motivi che hanno spinto la giunta municipale del sindaco Antonio Bevilacqua alla costituzione di Parte Civile da parte del Comune di Pietraperzia. Il motivo principale di tale decisione il danno di immagine procurato a Pietraperzia. Questo quanto si legge ad apertura della delibera della giunta municipale: “Oggetto: autorizzazione al sindaco a costituirsi parte civile nella qualità di legale rappresentante del Comune di Pietraperzia, nei confronti degli imputati nel procedimento penale r.g.n.r. n. 1548/2011, pendente avanti il tribunale di Enna per il reato di cui all’art. 416 bis Codice Penale”. Tra i motivi della decisione della giunta municipale “un evidente ed incalcolabile danno all’immagine della intera cittadina di Pietraperzia, nonché alle rappresentanze politiche ed amministrative della stessa”. “Premesso si legge ancora nella delibera di giunta – che è fatto notorio la pendenza di un procedimento penale a carico di numerosi imputati, con contestazione del reato associativo di cui all’articolo 416 bis codice penale (associazione a delinquere di stampo mafioso), coinvolgente alcuni cittadini pietrini e riferibile a situazioni che hanno interessato la intera comunità di Pietraperzia, risultando la stessa teatro delle azioni di carattere delittuoso oggetto della contestazione di cui al capo di imputazione e, pertanto, potendosi ritenere che gli imputati, con il loro comportamento e con le loro azioni, hanno comunque arrecato danno alla intera comunità pietrina, specie per la particolare risonanza negativa derivante dalla divulgazione di tali fatti di cronaca e, comunque, in particolare in relazione al danno all’immagine del paese di Pietraperzia, essendo stato lo stesso da ultimo in numerose occasioni anche pubbliche additato e, comunque, accostato alla presenza dei soggetti raggiunti dai provvedimenti giudiziari di cui si tratta”. La seconda motivazione: “Anche in relazione a quanto già a diretta conoscenza per le notizie di cronaca ed i numerosi articoli di stampa che su detti fatti sono stati pubblicati, anche su organi a tiratura nazionale, il nome di Pietraperzia è purtroppo costantemente accostato alla presenza dei soggetti imputati e caratterizzato dalla gravità delle attività criminali agli stessi contestati e, certamente dall’approfondimento emergente dal dibattimento, la stessa comunità pietrina sarà, nel suo complesso, messa sotto una lente di osservazione negativa che provocherà un evidente ed incalcolabile danno all’immagine della intera cittadina di Pietraperzia, nonché alle rappresentanze politiche ed amministrative della stessa”. Per tali motivi “è opportuno che il Comune di Pietraperzia, in persona del Sindaco nella qualità di legale rappresentante dell’Ente, si costituisca allo scopo di garantire un’adeguata rappresentanza alla proposizione delle legittime istanze difensive del buon nome dell’Ente, nonché per potere valutare una eventuale richiesta di risarcimento del procurato danno all’immagine lesa dell’intera comunità pietrina, con possibilità di destinare una parte del ricavato anche a favore della collettività stessa per progetti di interesse comune”. La giunta municipale autorizza il Dirigente Responsabile del Comune “a provvedere ai consequenziali atti per la nomina di un legale che dovrà curare gli interessi dell’Ente”. Il Comune di Pietraperzia, per l’assistenza di un legale, non impegnerà somme. Infatti l’avvocato Michele Giarrusso, del Movimento 5 Stelle, si è dichiarato disponibile ad assistere, in tale processo, il Comune di Pietraperzia a titolo gratuito. GAETANO MILINO

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