Il Salotto artistico- letterario “Civico 49” in visita a Taormina alla mostra “Il Futuro sopravvenuto”

Il Salotto artistico- letterario “Civico 49” in visita a Taormina alla mostra “Il Futuro sopravvenuto”

Interno ex chiesa del Carmine- Mostra “Il futurismo sopravvenuto

Il Salotto artistico- letterario “Civico 49” di Barrafranca (EN) non poteva mancare all’appuntamento con la Mostra sul Futurismo italiano “Il Futuro sopravvenuto. Arte-azione, comunicazione e post-umano nel Futurismo” che si sta tenendo nel centro storico di Taormina, precisamente nei locali dell’ex chiesa del Carmine. Così domenica 11 giugno 2017 i membri e i simpatizzanti del Salotto si sono ritrovati a visitare e ammirare oltre 70 opere di artisti del Futurismo Italiano come Giacomo Balla, Carlo Carrà, Umberto Boccioni, Mario Sironi, Gino Severini, Fortunato Depero e altri, appartenenti a collezioni private, come quella del Futur- Ism, la collezione Venture, Trust Aletta e Fondazione Cirulli. Le opere sono suddivise in 4 spazi espositivi, in cui oltre ai quadri, sono esposte sculture, foto, manifesti e installazioni sonore. La mostra è curata da Giancarlo Carpi e Giuseppe Stagnitta, con la collaborazione di Serena Dell’Aira e rimarrà aperta fino al 14 giugno.  Il futurismo è un movimento artistico italiano d’avanguardia, nato nel 1909 e precisamente il 20 febbraio 1909, giorno in cui il poeta e scrittore Filippo Tommaso Marinetti pubblicò sul “Figaro”, giornale parigino, il Manifesto del Futurismo. In breve divenne il movimento artistico di maggior novità nel panorama culturale italiano. Si rivolgeva a tutte le arti, comprendendo sia poeti sia pittori, scultori, musicisti, e così via, proponendo in sostanza un nuovo atteggiamento nei confronti del concetto stesso di arte.

“ECCE HOMO di Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio

Emozionante è stato poter ammirare l’Ecce Homo di Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio, che al momento è esposto a  Palazzo Corvaja. L’opera, olio su tela, realizzata intorno al 1605, fu commissionata dal cardinale Massimo Massimi, il quale desiderava ardentemente un quadro in cui era rappresentato il momento in cui Ponzio Pilato mostrava Cristo, catturato qualche momento prima, al popolo. La tela è conservata nella galleria di Palazzo Bianco a Genova.

La giornata è continuata con la visita alla cittadina. Teatro greco fu realizzato in un punto panoramico meraviglioso, da cui si ammirano la mole dell’Etna e il Mar Jonio. Su alcuni gradini è inciso il nome di Filistide, la moglie di Ierone II, il tiranno di Siracusa che molto probabilmente nel III secolo a.C. fece costruire il teatro taorminese. L’edificio fu ricostruito in età romana e più precisamente nel II secolo d.C. Alla sommità delle gradinate si trova un doppio portico, coperto da una volta. Piazza IX Aprile, chiama così perché il 9 aprile del 1860 si sparse la voce che Garibaldi era sbarcato a Marsala. La notizia si rivelò falsa: Garibaldi sbarcò a Marsala solo un mese dopo, cioè il 9 maggio. I taorminesi vollero ugualmente ricordare quella data, dedicandole la piazza più bella della città. Prima di allora, la piazza si chiamava Piazza Sant’Agostino, dal nome della chiesa edificata nel 1448 e che occupa un lato della piazza. Un altro edificio è la chiesa di San Giuseppe, edificata nel XVII secolo. Rappresenta un bell’esempio di barocco siciliano. Di notevole bellezza è la duplice scalinata collocata davanti all’ingresso. L’edificio più importante della piazza è certamente la torre, detta dell’Orologio. Costruita nel XII secolo, fu più volte distrutta nel corso del tempo, ma fu sempre ricostruita. Piazza Duomo che ospita al Fontana, conosciuta come “Quattro fontane”  e la Cattedrale

Piazza Duomo

di Taormina.  La Cattedrale fu edificata intono al 1400 sui ruderi di una piccola chiesetta di epoca medievale e dedicata a San Nicola di Bari. Ha una struttura a croce latina con tre navate. Nelle due laterali trovano posto i sei altari minori. Di notevole interesse il portale principale, ristrutturato nel 1636, con un grande rosone scolpito d’ispirazione rinascimentale. All’interno, sui sei altari laterali, si trovano dei bellissimi dipinti di famosi artisti messinesi tra cui Giuffrè e De Saliba. Palazzo Corvaja è un edificio medievale che prende il nome dalla famiglia Corvaja, che lo possedette dal 1538 al 1945. Inizialmente era una torre araba costruita per scopi militari, alla quale furono poi aggregate altre costruzioni. Oggi l’edificio è di proprietà comunale e ospita la Biblioteca Civica e il Centro Mediterraneo di Arte Drammatica. Nei saloni al primo piano ospita un Museo Etnografico di Arte e Tradizioni Popolari Siciliane.  Le Naumachie sono una lunga facciata di mattoni rossi di epoca romana, riportate alla luce nel 1943. Particolare è la monumentale successione delle 18 nicchie maggiori intervallate da delle nicchie minori di forma rettangolare. Il tutto per un prospetto di 122 m di lunghezza per 5 di altezza.

Rita Bevilacqua

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