Video / Giuseppe Avola dall’ Argentina a Barrafranca alla ricerca delle sue origini

Video / Giuseppe Avola dall’ Argentina a Barrafranca alla ricerca delle sue origini

Ha visitato la casa del parente Michele La Pusato e trovato la casa del nonno in via Caltavuturo dove erano poste sopra la porta ancora le iniziali "G. A."

Dall’Argentina per venire a vedere la città di origine del padre. E’ arrivato a Barrafranca, Giuseppe Avola e la figlia Florenza accolto dai suoi cugini e parenti durante le festività pasquali. Il padre Michele Avola emigrò nel 1948 nel Sud America, a Buenos Aires e non tornò più a Barrafranca. Tempi duri dato che era finito da poco il secondo conflitto mondiale e molti barresi emigravano per fare fortuna lontano. Sposò Margherita Mantegna, figlia di emigrati italiani ed ebbe due figli che nacquero e vivono tutt’ora in Argentina: Giuseppe e Silvia. Ma Giuseppe Avola ha voluto onorare la memoria del padre deceduto purtroppo nel 2001, e arrivare in una terra assieme alla sua figlia più piccola, Florenza. “ Avevo voglia di venire a Barrafranca – afferma l’argentino Giuseppe Avola – che non ho mai visto ma di cui ha sentito molto parlare attraverso il racconto di suo padre. La tecnologia grazie a facebook mi ha fatto ritrovare i miei parenti e questo mi riempie di gioia”. Ieri mattina alcuni parenti si sono ritrovati in casa di Michele La Pusata, affetto da sclerosi laterale amiotrofica e che ha voluto immortalare la presenza dei due parenti argentini anche con una foto alla presenza di Calogero La Pusata (cugino del papà di Giuseppe Avola e con cui intratteneva rapporti epistolari assieme alla sorella Stella tra la Sicilia e l’America), poi Alessandro Faraci e Giuseppe La Pusata. “ Sono contento che siete venuti fino a Barrafranca – afferma il barrese Michele La Pusata rivolto ai due parenti– e adesso dopo il racconto del padre Giuseppe Avola ha potuto vedere con i suoi occhi ciò che rimane del paese natio e delle tradizioni che sono rimaste. So come è stato emozionate vedere la casa dove stava sua padre”. Una casa intatta nel centro del paese in via Caltavuturo 21 dove visse suo padre e il nonno di Giuseppe Avola e dove nella porta di ingresso sono posti le iniziali “A. G” come segnale identificativo di residenza del capofamiglia. “ Mio padre era attaccato al suo paese – afferma l’argentino Avola – e quando ne parlava aveva un pizzico di nostalgia. Parlava del venerdì santo con U Trunu come un evento molto partecipato da parte dei barresi e così è. Ringrazio tutti i miei parenti siciliani per l’accoglienza ma è sicuro che ritornerò una prossima volta con tutta la mia famiglia”. Giuseppe Avola ha provato anche l’emozione di mettersi durante la processione del venerdì santo sotto “U Trunu” nel quartiere Itria dove visse suo padre prima di emigrare per sentirsi un “barrese doc”. Un viaggio per Giuseppe Avola e la figlia Florenza che rimarrà nel cuore perché ha ritrovato i suoi parenti.
RENATO PINNISI

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